Ripercorrendo il Risorgimento
venerdì, 3 giugno 2011Ripercorrendo il Risorgimento…
Resurrezione di ideali sopiti. Rinascita di antiche forme di pensiero. Ritrovato vigore intellettuale. Libertà. Ardore. Sacrificio.
Tante sono le espressioni che possono attagliarsi al concetto di Risorgimento; tante le parole che possono esprimere idee e sentimenti che animarono lo spirito di uomini e donne di quel periodo della nostra storia, malgrado Essa – sempre maestra di vita, anche se spesso “ammaestrata”,almeno nei documenti ufficiali, dai vincitori – abbia nascosto e continui a nascondere, in pieghe ombrose, fatti e misfatti di quel seppur luminoso momento!Il fatidico 150° anniversario dell’unità nazionale continua a segnare celebrazioni ed eventi, nel corso di questo 2011 in cui emergono fatti nuovi che gettano nuova luce su accadimenti troppo spesso supinamente dati per buoni ed esclusivi da una storiografia ufficiale, ormai desueta.Retroscena incredibili, situazioni straordinarie, calcoli cinici, misfatti orrendi stanno affiorando pian piano, alla superficie di una diffusa conoscenza, per raccontarci di un’Italia a più facce, dove un manipolo di menti giovani e fresche – infiammate da solenni maestri quali Dante, Petrarca, Foscolo e Manzoni, passando per Guicciardini, Machiavelli e credenti nella comune storia di un popolo, storicamente vessato da dominazioni straniere, e perciò in dovere di reclamare la sualibera unità – opponeva pensieri ed azioni alla matematica arida del bisogno di uno stato che necessitava di rimpolpare finanze esauste con azioni anche guerresche. In mezzo, i tentativi fantasiosi, spesso intelligenti o furbi di una borghesia che, come espressione sociale di istanze economiche, agiva per il tornaconto e il consolidamento del proprio stato e potere.In questo caleidoscopio socio-antropologico, etico e politico l’Arte fissava nei brani dei romanzi storici, nei versi della poesia civile, nelle note dei drammi musicali e nei tratti della pittura e scultura dei soldati-artisti, i fermenti, le speranze, i dolori di quanti, teorici o attivisti, presero parte con le braccia e la mente ai moti risorgimentali.Le monumentali sculture di Puttinati e Vela inneggianti a Masaniello e Spartaco; i dipinti di Hayez, Fattori, dei fratelli Induno, di Lega,
Borroani, Pagliano, Faruffino, Cammarano, Liardo e Sciuti che – nel ritrarre storiche battaglie, folle impegnate in moti di rivolta – fissavano sulla tela la viva ed intima umanità che partecipava a quegli eventi, parlano ancora oggi di vivaci aneliti, di fatti straordinari che avrebbero segnato la Storia ma che, in quel momento, coinvolgevano sentimenti, emozioni, ideali di persone che
pure vivevano una “semplice” quotidianità in cui erano ingredienti, ieri ed oggi, gli affetti familiari, la vita di ogni giorno, le gioie, le angustie del vissuto quotidiano, reso straordinario dall’unicità del singolo individuo e dalla sua personale e sensibile esperienza.
… L’Arte di sei Maestri Contemporanei
Ed oggi come ieri, l’Arte non viene meno al suo ruolo, nel celebrare l’anniversario, facendo rivisitare e rielaborare alla sensibilità umana ed artistica del nostro tempo, alcuni speciali documenti d’epoca:
le cartoline storiche del Fondo d’Apolito, custodite presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza, a cui gli artisti Franco Bitonti, Carmine Cianci, Maria Credidio, Ombretta Gazzola, Luigia Granata e Lucia Paese si sono ispirati per la realizzazione delle opere presentate in questo catalogo.
Oltre che d’ispirazione, gli Artisti hanno, in un certo senso, compiuto una vera e propria opera di intreccio fra la rappresentazione storica e quella contemporanea del Risorgimento, offrendo una composita lettura del fenomeno in cui si amalgamano elementi concettuali e visivi del passato e del
presente, di quanto è stato rappresentato, o voluto rappresentare, storicamente e di quanto, invece, è venuto fuori in seguito ad un’elaborazione derivante dalle singole sensibilità. Pertanto, le
caratteristiche concettuali, espressive e stilistiche di ogni Artista hanno portato ad una personale rappresentazione dell’epopea risorgimentale. L”Introspezionismo” – di cui è cofondatore – e che distingue
la più recente produzione, insieme al pervasivo desiderio di libertà espresso con gli ormai ologrammatici cavalli, fanno denunciare a Franco Bitonti una sorta di moda del patriottismo, a scapito di un sentimento
reale e interiore che dovrebbe animare il vissuto quotidiano ed ogni circostanza che riguarda il Paese.
Le inclinazioni alla sperimentazione e alla rappresentazione della poesia visiva e della scrittura materica, fuse con l’interesse antropologico, guidano Carmine Cianci a rappresentare gli aspetti squisitamente umani e quotidiani della “normale” collettività, protagonista autentica del fenomeno risorgimentale.
L’incessante ricerca morfologica, cromatica e le continue e diverse espressioni stilistiche fanno concentrare l’attenzione di Maria Credidio sulla figura di Garibaldi e il senso profondo di libertà che promana dalle
istanze ideali del Risorgimento. L’occhio fotografico, l’attenzione allo sguardo e la ricerca innovativa di materiali e linguaggi conducono Ombretta Gazzola a ricercare nella controstoria – non-scritta o appena raccontata – di umili, lazzari e popolo e soprattutto il fondamentale contributo delle donne
al Risorgimento, prima fra tutte Eleonora Pimentel. L’esplosiva solarità di forme e colori e l’estrema varietà delle materie fanno scegliere a Luigia Granata di accostare le figure simboliche del Risorgimento (Cavour, Garibaldi e Mazzini) ai significati del tricolore. L’armoniosa alchimia fra novità e tradizione e la predilezione di forme e sostanze espressivo-figurative indirizzano Lucia Paese ad affrontare il tema della memoria, in cui i fili e le trame dei sacchi usati nei suoi dipinti diventano quelli della storia che
s’intreccia all’attualità.
Presente e passato che si ritrovano contigui e sovrapposti, grazie all’Arte.
Storia e contemporaneità che prendono forma di poesia, grazie alla materia e al colore.
Adele Filice



