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Esiste un “arte di ascoltare,” che si coltiva, come tutte le cose e può diventare, insieme ad altri elementi, abitudine alla riflessione;“saper leggere” è sinonimo di come si sia imparato a maneggiare la lingua scritta, come se ne siano scoperte le proprietà,i meccanismi, in sintesi più si gioca con la lingua, si modificano frasi ed espressioni, più diventa facile e naturale leggere scritti altrui. Saper leggere non vuol dire soltanto riuscire a decifrare un testo scritto e ancor meno a collegare segni grafici ai suoni delle parole; c’è un livello di lettura meccanica, di lettura capace di comprensione, ma estranea al modo usuale e personale di esprimersi che equivale a non saper leggere: la comunicazione scritta, cioè, non viene interiorizzata fino a diventare un modo di fruizione, di progettazione, e di espressione della realtà.
Ciò è tanto più necessario, oggi, perché la struttura del pensiero, della comunicazione, dell’intera vita sociale, si articola soprattutto secondo il codice scritto:pensiamo alla selezione dei concorsi, ad internet…
Tale situazione nazionale, trasforma la nostra biblioteca, che non vuole essere aliena ai cambiamenti sociali, in luogo di promozione di iniziative culturali, pur mantenendo la sua funzione di conservazione e consultazione. La nostra tendenza è quella di rivolgerci ai giovani che sono il nostro futuro.
(Ombretta Gazzola)
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Pablo Neruda – Einaudi – 2005
« Queste memorie, o ricordi, sono discontinue e a tratti si smarriscono perché così appunto è la vita… La mia vita è una vita fatta di tutte le vite: le vite del poeta. » |
“…le mie poesie più antiche scritte tra il 1918 e il il 1919. Leggendole ho sorriso di fronte il dolore infantile e adolescenziale, di fronte al sentimento letterario di solitudine…[...]”
“Lo scrittore giovane non può scrivere senza questo sussulto di solitudine, anche se fittizio, così come lo scrittore maturo non farà nulla senza il sapore di umana compagnia, di società.”
Un anno prima della sua scomparsa, il premio Nobel per la Letteratura Pablo Neruda cominciò la redazione definitiva delle sue memorie, che furono pubblicate postume. Composto da dodici quaderni, ciascuno dei quali si riferisce a importanti momenti della vita del poeta, il libro è scritto in una prosa nervosa che procede per sprazzi e illuminazioni, nelle quali il dato vissuto e il ricordo finiscono per sostanziarsi in immagini magiche, cariche di significati simbolici
Confesso che ho vissuto – Pablo Neruda


